Continuando, dichiari di accettare l'Informativa sulla Privacy di Avaaz, che spiega come possono essere usati e come sono protetti i tuoi dati.
Ho capito
Utilizziamo i cookies per analizzare come viene usato il sito e come supporto per fornire ai visitatori la miglior esperienza possibile. Trovi qui la nostra Informativa sui Cookie.
OK
Che il Dalai Lama possa ritornare in Tibet (art. 13 della Dichiarazione universale dei diritti umani)

Che il Dalai Lama possa ritornare in Tibet (art. 13 della Dichiarazione universale dei diritti umani)

735 persone hanno firmato. Arriviamo a  100,000
735 Sostenitori

Chiudi

Completa la tua firma

,
Continuando, dichiari di acconsentire a ricevere le mail di Avaaz. La nostra Informativa sulla Privacy protegge i tuoi dati e ti spiega come possono essere usati. Puoi disiscriverti in qualsiasi momento.
Questa petizione è stata creata da Riccardo Z. e potrebbe non rappresentare il punto di vista della comunità di Avaaz.
Riccardo Z.
ha lanciato questa petizione diretta a:
La Cina sotto la pressione diplomatica delle Nazioni unite e di tutti i paesi che sostengono il rispetto dei diritti umani
Nel 1950 il Tibet venne militarmente invaso dall’esercito della la Repubblica Popolare Cinese. Nel marzo del 1959, a seguito di una insurrezione del popolo tibetano contro l’occupazione cinese, ci fu una brutale repressione con uccisione di 87.000 civili. Il Dalai Lama fu costretto a fuggire in India con 100.000 tibetani che si insediarono da allora a Dharamsala dove ha sede anche il Governo tibetano in esilio. Il processo di sinizzazione forzata (sino alla imposizione dell’uso del cinese al posto del tibetano nelle scuole) fa sì che ci siano in Tibet, attualmente, circa 9 milioni di cinesi rispetto ai 6 di tibetani. Sono arrivate a 92 i casi di autoimmolazione (torce umane) di tibetani che ricorrono a questo gesto estremo e disperato per richiamare l’attenzione del mondo sulle condizioni di repressione e mancato rispetto dei Diritti umani. Nel 2008 mi unii ai 300 tibetani che iniziarono la “marcia di ritorno in Tibet” ma vennero fermati. La loro marcia tuttavia prosegue e reclama che il loro leader spirituale, il Dalai Lama, possa rientrare nel suo Paese come previsto dall’Art. 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani come premessa per io ritorno in patria di tutti i tibetani in esilio (vedi www.italiativet.org e www.worldactiontibet.org).