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tassa sulla nettezza urbana: no  al calcolo sul metro quadro ma tassando i beni al momento dell'acquisto

tassa sulla nettezza urbana: no al calcolo sul metro quadro ma tassando i beni al momento dell'acquisto

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Questa petizione è stata creata da Giampaolo C. e potrebbe non rappresentare il punto di vista della comunità di Avaaz.
Giampaolo C.
ha lanciato questa petizione diretta a:
tutte le persone che pagano la tassa sui rifiuti per le abitazioni e per i luoghi di lavoro
al fine di eliminare il metro quadrato come impropria e ingiusta unità di misura per il calcolo della tassa sulla produzione dei rifiuti urbani, propongo un metodo pratico, efficace e equo per il calcolo della relativa tassa e la riduzione dei rifiuti stessi:

Sulla totalità dei beni in commercio venga applicata un’imposta “smaltimento rifiuti”:


qualità e durabilità dei beni


Ad ogni bene entrato in commercio si attribuisca un valore di smaltimento ovvero un "peso" di smaltimento . Ciò vuol dire che alla fine del suo “servizio”, il bene impegnerà l’attività di smaltimento in base al componente , alla struttura e alla durabilità. Si preveda dunque di distinguere i beni in varie categorie: ai beni biologici sarà applicata l’aliquota smaltimento più bassa, ai beni di plastica o di dispendioso smaltimento sarà applicata l’aliquota più alta. Al momento dell’acquisto, nelle casse dei supermercati, mercati, attività al dettaglio e all’ingrosso, saranno così riscossi (addirittura in anticipo sull'effettivo invio allo smaltimento) i proventi che verranno poi versati all’Amministrazione di Competenza. Le A. C. così disporranno dei denari per affrontare la spesa di smaltimento che i suddetti beni richiedono. Chi fa acquisti di qualsiasi merce sà che deve pagare qualcosa per lo smaltimento sia dell'incarto sia del bene stesso, che prima o poi finiranno in discarica e al trattamento. Più si consuma, più si paga, meno si consuma, meno si paga: come l'Iva, la paga l'ultimo che il bene lo gode. Oggi lo smaltimento delle merci è un problema sociale ed è giusto che paghi chi le merci le consuma, e in equa misura. Non si spiega cosa c'entri il metro quadrato con le spazzatura: case grandi non equivalgono a famiglie grandi, case piccole non equivalgono a famiglie piccole, ambienti di lavoro grandi non equivalgono a grandi quantità di rifiuti, ambienti di lavoro piccoli non equivalgono a piccole quantità di rifiuti; e poi la quantità non equivale a difficoltà di smaltimento.


costi - benefici


Il cittadino acquisterà beni con confezioni “più intelligenti” per lo smaltimento perché li pagherà meno o risparmierà sulle confezioni razionali. Le bucce di pera avranno un'aliquota bassa, le plastiche un'aliquota alta. Chi meno consuma, meno contribuisce all'accumulo di rifiuti e meno pagherà.
Il cittadino pagherà cifre equilibrate ai consumi e non in base alle superfici calpestate di dove abita o di dove lavora, pur pagando un canone base poiché il Servizio Nettezza Urbana ispezionerà anche i cassonetti vuoti (pensiamo alle località turistiche nei mesi di bassa stagione).
L’Amministrazione riscuoterà denari di smaltimento anche dalle utenze di passaggio (turisti) che consumando e producendo immodizia nei luoghi visitati non sono soggetti a tasse smaltimento.
Il beneficio tratto dalla comunità a livello ecologico ci sarà semplicemente perché si eviteranno i comportamenti perversi che l’attuale unità di misura (il Mq) comporta: “tanto devo pagare quindi getto senza criteri”.