Il Potere dei Cittadini è in marcia!

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#1 #NousSommesUnis: Beirut e Parigi

Novembre 2015

In seguito ai terribili attacchi terroristici a Parigi e Beirut, i membri di Avaaz hanno inviato migliaia di messaggi di supporto agli abitanti di queste città, esprimendo la loro vicinanza da tutto il mondo. Queste parole di solidarietà e di speranza, poi, sono state riportate su migliaia di manifesti nelle due città per contrastare l’odiosa retorica xenofoba di politici come Donald Trump e Marine Le Pen.

Di fronti a momenti tragici come questi, abbiamo due scelte: dividerci o restare uniti. La comunità di Avaaz ha deciso la seconda, contro la violenza e contro l’intolleranza.

“Non ci faremo sconfiggere dall’odio. Rimarremo uniti. Rimarremo umani. Sarà quella la nostra vittoria più grande”

Ibrahim, Costa d’Avorio

2015

42

milioni

di membri

#1 Stiamo salvando la Sierra del Divisor

Novembre 2015

Dopo 20 anni di campagna da parte di comunità indigene e gruppi locali per proteggere la foresta pluviale peruviana, la nostra comunità ha contribuito alla volata finale grazie al peso della sua influenza internazionale.

Pochi giorni dopo aver consegnato la nostra petizione al Primo Ministro Peruviano affinché firmasse un disegno di legge per proteggere questa zona, e dopo la pressione di migliaia di persone da tutto il mondo su Twitter e Facebook, il Primo Ministro ha dichiarato la #SierraDelDivisor un parco nazionale!

Il Ministro dell’Ambiente Manuel Pulgar Vidal ha sottolineato l’importanza de “la voce di oltre un milione di persone in Perù e nel resto del mondo che hanno appoggiato il Governo”. Ora questa foresta pluviale unica e le specie a rischio che ospita saranno protette.

“La partecipazione della società civile, in Perù e nel resto del mondo, ha finalmente dato i suoi frutti. Vorrei ringraziare in particolare Avaaz. Oggi la società civile, il Governo, i settori dell’Economia e le comunità locali lavoreranno insieme per elaborare un piano generale per la Sierra del Divisor.”

Mariano Guillermo Castro Sánchez-Moreno - Vice Ministro dell’Ambiente in Perù

#1 Abbiamo aperto i nostri cuori ai rifugiati

Novembre 2015

Quando un numero enorme di rifugiati disperati ha iniziato a rischiare la vita in mare per raggiungere la sicurezza in Europa, la nostra comunità è intervenuta. Per prima cosa abbiamo raccolto 500mila dollari per la missione di salvataggio più efficace del Mediterraneo, la Migrant Offshore Aid Station (MOAS), che l’anno scorso ha salvato più di 7mila vite. Poi abbiamo avviato una missione umanitaria per portare provviste urgenti alle isole greche dove i rifugiati arrivano senza niente.

Inoltre, mentre i politici dicevano “Non si può fare niente”, più di 6mila Avaaziani hanno aperto le braccia con compassione, hanno offerto le loro case e sono partiti come volontari in programmi di integrazione dei rifugiati in tutta Europa. Infine, la nostra comunità ha fatto una pressione costante per cambiare le politiche migratorie in tutto il mondo e, quando il piccolo Alan Kurdi è annegato tragicamente, abbiamo portato sua zia a Bruxelles per rivolgere il suo messaggio e la nostra petizione di 1 milione e 200mila firme direttamente ai leader europei.

Le nostre voci sono state ascoltate. Dall’Unione Europea, fino all’Australia e gli Stati Uniti, il numero di reinsediamento dei refugiati è aumentato e l’Europa ha adottato la sua prima politica migratoria integrata. La crisi continua e sono necessari ulteriori provvedimenti per assicurare rifugi e rotte sicure e legali a queste famiglie disperate.

“Grazie per la vostra meravigliosa iniziativa.”

Consulente Senior di Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea

#1 Lo spirito indigeno per proteggere l’Amazzonia!

Settembre 2015

Quasi un milione di Avaaziani si sono uniti alla causa per creare il corridoio ambientale più grande del mondo, per proteggere 135 milioni di ettari di foresta amazzonica, 4 volte le dimensioni dell’Italia! Poi, 78mila di noi hanno contribuito a un’enorme campagna sui Governi di Brasile, Venezuela e Colombia perché appoggiassero il progetto. Il primo passo è stato quello di finanziare il primo incontro di 25 leader indigeni dei tre Paesi. Si sono messi d’accordo su una strategia regionale ed internazionale per promuovere il corridoio in Amazzonia. Adesso lavoreremo a stretto contatto con loro per portare avanti questa riserva nei tre Paesi. Gli esperti dicono che se vinciamo sarà una svolta storica nella lotta alla deforestazione sfrenata.

#1 Il primo referendum della storia sulle trivellazioni

Settembre 2015

Dicevano che era impossibile. Far sì che almeno 5 Presidenti di Regione sfidassero Renzi per proibire le trivellazioni sulle coste. Eppure, in collaborazione con il fantastico movimento “No Triv”, la nostra comunità si è unita e ha obbligato sei Presidenti di Regione a opporsi a una misura che permetteva di trivellare in mare aperto lungo tutta la stupenda costa italiana. 90mila firme consegnate direttamente a un meeting cruciale hanno contribuito a convincere alla fine ben dieci Consigli Regionali a lasciare che sia il popolo italiano a decidere sulle trivellazioni in mare con un referendum nazionale. Il primo del genere nella storia Italiana!

Grazie a tutte le organizzazioni internazionali presenti oggi, sappiamo che la lotta contro la trivellazione in mare aperto non è locale e isolata, è molto più ampia e la porteremo avanti su tutti i nostri mari e le nostre coste.

Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia

#1 Un “Benvenuti” australiano per i rifugiati

Settembre 2015

Il “no” secco dell’ex Primo Ministro australiano Tony Abbott ad aiutare i rifugiati siriani è stato inquietante (per non dire di peggio). Ma la nostra comunità in Australia si è rifiutata di perdere la speranza e in pochi giorni abbiamo contribuito a cambiare la posizione del Governo.

Ci sono state immense dimostrazioni di sostegno: una mega petizione per arrivare alla cifra di 20mila nuovi rifugiati accolti, una mobilitazione pubblica, enormi proteste mediatiche e migliaia di nostri membri che chiamavano personalmente gli uffici dei loro rappresentanti politici nel momento decisivo.

Il risultato è che l’Australia ha accettato 12mila rifugiati siriani e iracheni e ha dato un contributo di 44 milioni di dollari all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). La prima famiglia siriana è già arrivata e ha iniziato la sua nuova vita.

#1 Scuole più sicure in Sud Africa

Settembre 2015

Per troppi bambini la classe è un luogo in cui possono succedere cose terribili in Sud Africa. Dopo un orribile stupro di gruppo avvenuto in una scuola, la nostra comunità ha reagito a questa indecenza.

Abbiamo chiesto riforme scolastiche su larga scala e, assieme ad altri gruppi, abbiamo discusso con il Dipartimento dell’Istruzione sudafricano per apportare dei cambiamenti.

Se i bambini saranno più al sicuro si dimostrerà che tutto ciò è servito, ma la Ministra sudafricana ha accettato di applicare tutte le richieste della nostra campagna, incluso la formazione dei maestri in etica, cittadinanza e diritti umani!

“C’è stato un ampio sostegno pubblico, come si può vedere dalla campagna online firmata da oltre 25mila persone. Una priorità assolutà per il Dipartimento è far si che le scuole siano un luogo sicuro per gli alunni in ogni momento, e questi nuovi propositi si basano sul lavoro che si sta già svolgendo in questo campo.”

Ministra dell’Istruzione, Angie Motshekga

#1 #NoNosCallarán, non ci zittiranno

Agosto 2015

Stanno uccidendo la stampa libera messicana, ma la nostra coraggiosa comunità ha deciso di dare l’allarme e spingere le autorità ad intervenire e tenerla in vita.

Un mese dopo l’omicidio di due noti giornalisti, il Presidente Peña Nieto si è svegliato con la prima pagina del principale quotidiano messicano che titolava: “Non ci metterete a tacere”, #NoNosCallarán. E sotto, una lettera firmata da 600 noti giornalisti internazionali.

La nostra azione ha mobilitato i mass media: giornalisti di Al Jazeera, di ABC Australia e voci importanti in tutto il Messico hanno sommerso via Twitter il Presidente Peña Nieto chiedendogli di agire.

C’è ancora tanto lavoro da fare dato che ogni settimana in Messico vengono aggrediti sei giornalisti. Tuttavia, l’impatto della nostra campagna è stato incredibile: sia il procuratore generale di Città del Messico che il Governatore dello Stato di Veracruz sono stati obbligati a rispondere alla nostra chiamati e sanno che ora tutto il mondo sta osservando.

“Ho sulle spalle il nome dei miei colleghi che non sono più con noi. Le loro voci sono ancora vive grazie alla mia. Senza una stampa libera non c’è democrazia, per questo #NoNosCallarán”

Lydia Cacho, giornalista messicana

#1 Il giusto riconoscimento per il loro servizio

Agosto 2015

Per anni l’esercito indiano ha ucciso in silenzio i suoi vecchi e stanchi cavalli e cani, nonostante gli anni di fedele servizio in pericolosi conflitti. L’Animal Welfare Board of India, organismo responsabile del benessere animale all’interno del Ministero dell’Ambiente, ha preso le loro difese e ha incoraggiato i cittadini a far pressione sul Ministero della Difesa per salvare queste fedeli creature.

Migliaia di membri di Avaaz hanno firmato la petizione e molti hanno scritto direttamente al Ministero della Difesa arrivando ad offrire alloggio ai cani in pensione. A poche settimane dalla campagna, l’esercito indiano ha chiesto all’AWBI di mettere a punto un piano di riabilitazione, il Ministero della Difesa ha concesso fondi a questo scopo e ha annunciato ufficialmente la fine della brutale politica di “eutanasia indotta dall’uomo!”

“A coloro che, oltre a firmare la petizione, si sono disturbati a scrivere queste emai al Governo: siamo davvero, davvero riconoscenti. Grazie.”

Dr. Chinny Krishna, Vice Presidente dell’Animal Welfare Board of India.

#1 Il G7 ha detto “Arrivederci” ai combustibili fossili - per sempre

Luglio 2015

Per la prima volta il G7, il vertice che riunisce sette delle nazioni più inquinanti del pianeta, ha fissato un obiettivo a lungo termine per abbandonare l’uso dei combustibili fossili! La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha resistito fino a notte fonda per vincere l’opposizione di Canada e Giappone e trovare l’accordo su questo importante impegno. Siamo stati il vento nelle vele della Merkel, dopo averla seguita per un mese in ogni suo evento pubblico vestiti da supereroi per incoraggiarla ad essere un’eroina del clima. E ci ha sentiti.

Su sua richiesta abbiamo consegnato al suo consulente per il clima il nostro appello con 2 milioni e 700mila firme per il 100% di energia pulita. Poi abbiamo pubblicato un annuncio sul Financial Times sostenendo la Merkel contro gli ostruzionisti e abbiamo emesso uno spot in Canada che è stato visto da oltre 500mila persone in soli 3 giorni! Questo accordo è stato un passo fondamentale verso Parigi, in Dicembre.

#1 Vestirsi come si vuole non è un crimine

Giugno 2015

In Marocco, dopo che due donne erano state aggredite e portate in tribunale per aver indossato un vestito non tradizionale, un membro indignato di Avaaz ha lanciato una petizione e, in poche settimane, la sua chiamata in difesa del diritto delle donne a poter prendere le proprie decisioni ha raccolto più di 30mila firme.

Abbiamo lanciato una campagna sui social media per attirare l’attenzione pubblica e presto sono cominciate ad apparire sui social network foto di uomini marocchini con abiti femminili a favore della campagna. Il giorno della sentenza sono state organizzate manifestazioni non violente davanti al tribunale. Alla fine, entrambe le donne sono state dichiarate innocenti e i loro aggressori sono invece finiti a giudizio.

“[Le donne accusate] hanno vinto oggi la loro libertà solo grazie alla grande mobilitazione dell’opinione pubblica.”

Reda Oulamine, avvocato della difesa

#1 Una Speranza per la Grecia

Giugno 2015

Quando il neo eletto Primo Ministro greco Tsipras ha visitato la Cancelliera tedesca Merkel a Berlino, la nostra petizione per recuperare i rapporti e dare appoggio alla crisi economica greca è stata consegnata con un bacio.

In realtà, con una maratona di baci. Proprio davanti all’edificio in cui si sono incontrati i leader. Con entusiaste coppie greco-tedesche e 200 persone che si abbracciavano e ballavano attorno a loro, il nostro evento è finito su tutti i notiziari europei ed internazionali. Abbiamo persino ricevuto un tweet da Tsipras in persona, che ha ammesso che questa dimostrazione gli ha dato forza.

Poi abbiamo rivisitato la campagna durante il referendum greco e abbiamo invitato i noti economisti Thomas Piketty, Jeffrey Sachs, Heiner Flassbeck, Dani Rodrik e Simon Wren-Lewis a richiedere un taglio del debito greco in una lettera aperta che è finita sui titoli di giornali internazionali con oltre 5mila articoli, cambiando il dibattito in Germania.

#1 #BlatterOut dalla FIFA

Maggio 2015

Quando i massimi dirigenti della FIFA sono stati arrestati, Avaaz è entrata in azione lanciando una petizione globale e inviando subito un team a Zurigo, per esporre un’enorme prigione simbolica per il presidente Sepp Blatter davanti ai mass media e chiedere le sue dimissioni. Le nostre immagini hanno ridefinito la vicenda per milioni di persone, finendo sui telegiornali di 41 Paesi e su centinaia di pubblicazioni cartacee e online. Ora Blatter ha annunciato le sue dimissioni e il team di Avaaz a Zurigo è stato invitato a incontrarsi con le autorità del Qatar per discutere delle condizioni da schiavi dei lavoratori in preparazione del campionato mondiale di calcio del 2022.

#1 Via le grandi navi dalla laguna di Venezia

Maggio 2015

A Venezia, i costruttori edili e le compagnie di navi da crociera volevano costruire un nuovo, devastante canale per permettere alle enormi navi turistiche di entrare fino al centro della città. Ma il Governo aveva l’ultima parola sul progetto e quindi, quando il Presidente del Consiglio Renzi è arrivato in città, il team di Avaaz si è presentato lì e gli ha consegnato quasi 100mila firme.

E dopo che migliaia di cittadini sono scesi per le strade di Venezia, il progetto del canale Contorta è stato finalmente bocciato. Una grande vittoria, anche se è già stato presentato un nuovo progetto ugualmente devastante e dovremo continuare a lottare.

#1 Soccorsi 2.0: Salvare vite… velocemente

Dal 2007 a oggi

Dal 2007, i membri di Avaaz hanno donato l’incredibile somma di diecii milioni di dollari per aiutare a salvare vite all’indomani di tragedie umanitarie. Ma questa cifra non è l’unica cosa impressionante. Quando si è perso tutto, ogni minuto conta e noi abbiamo agito più rapidamente di quasi qualsiasi altra organizzazione, selezionando con cautela i nostri collaboratori per portare aiuto dove ce n’è stato più bisogno. Ad esempio:

quando dopo il passaggio del ciclone Nargis in Birmania quasi ogni ONG era stata bloccata, abbiamo mandato il nostro personale al confine per lavorare con dei monaci che hanno poi portato soccorso al delta del fiume Irrawaddy già 48 ore dopo il disastro. Oppure, dopo l’alluvione del Pakistan del 2010, quando abbiamo messo a disposizione un milione di dollari in meno di tre giorni grazie a gruppi locali. O dopo il terribile terremoto in Nepal dell’Aprile 2015, quando Avaaz ha collaborato con oltre una dozzina delle migliori iniziative umanitarie locali. I rifugi, il cibo e le provviste mediche finanziati dalla nostra comunità erano spesso i primi ad arrivare nei villaggi devastati.

“Mentre gli edifici ancora crollavano a causa delle scosse di assestamento in Nepal, Avaaz ci ha contattato, ha capito l’enormità del problema e ha organizzato i fondi. Tutto ciò in meno di 24 ore. Il modo in cui prendono decisioni e passano all’azione è sorprendente.”

Abari, organizzazione umanitaria nepalese

#1 Benetton risarcisce le vittime del Rana Plaza

Aprile 2015

Dopo anni di rifiuto assoluto, abbiamo finalmente ottenuto che Benetton risarcisca le vittime del crollo della fabbrica Rana Plaza in Bangladesh! Abbiamo usato un appello da un milione di firme, una grande presenza sui social network, cartelloni davanti al quartier generale di Benetton e negoziazioni profonde con i dirigenti dell’azienda. La risposta dell’azienda è stata appoggiare il nuovo regime di indennizzo e persino ringraziare Avaaz per averli motivati ad agire! Questa vicenda segna una svolta per i diritti dei lavoratori: con l’impegno di Benetton a versare 1 milione e 100mila dollari, il fondo di risarcimento è stato coperto al 100% da altre compagnie e questo cambierà per sempre le vite dei lavoratori e delle loro famiglie vittime del crollo.

“Accettiamo e siamo consapevoli che si tratta di una responsabilità condivisa per coloro che erano lì.”

Marco Airoldi, Amministratore Delegato Benetton

#1 Giustizia per Liz

Aprile 2015

La sedicenne Liz stava verso tornando a casa quando sei uomini l'hanno attaccata e violentata a turno, per poi gettarla, incosciente, nel pozzo di una latrina profondo 6 metri. Quando li ha denunciati ai poliziotti, questi li hanno "puniti" obbligandoli a falciare l'erba della loro stazione e poi li hanno rimessi in libertà. Quando la nostra comunità lo è venuta a sapere, abbiamo risposto con un enorme grido di protesta e non abbiamo mai abbandonato il tema:

Abbiamo consegnato la petizione ai più importanti ufficiali politici e giudiziari. Poi abbiamo tempestato la polizia e i politici di tutto il Kenya sui social network e inviato un investigatore sul posto per fare luce su quello che era realmente successo.

In seguito, facendo squadra con delle organizzazioni locali abbiamo organizzato un'enorme marcia per ottenere che al caso venisse assegnato un Procuratore Speciale.

Alla fine, dopo quasi due anni di battaglia, un giudice ha condannato 3 degli stupratori a 15 anni di prigione.

"La campagna di Avaaz ha fatto emergere questa storia e, se non fosse stato per la diffusione in tutto il mondo della vicenda di Liz, il caso non sarebbe andato così avanti. Ora Liz ha la possibilità di vivere una vita migliore."

Terry Kunina, Coalizione sulla violenza contro le donne, Kenya

#1 Svolta nel disinvestimento

Aprile 2015

Dopo i terribili attacchi su Gaza del 2014, Avaaz ha lanciato la più grande campagna di ritiro degli investimenti del mondo per fare appello ad importanti aziende affinché smettessero di prendere parte ad operazioni relazionate con l’occupazione illegale e la repressione dei palestinesi. L’arcivescovo emerito sudafricano Desmond Tutu e l’attore e conduttore inglese Russell Brand si sono uniti a noi, mentre altri gruppi hanno fatto richiesta a Barclays Bank di disinvestire dall’azienda d’armi Elbit.

Quando abbiamo incontrato Barclays per consegnare la campagna, ci è stato comunicato che Barclays non era più beneficiario effettivo di nessuna azione di Elbit Systems e non possedeva più azioni a nome dei clienti. Inoltre, Barclays ha anche confermato che non sta consigliando le azioni di Elbit Systems ai clienti attraverso nessuna piattaforma di trading.

È una vittoria enorme e ora Avaaz sta facendo pressione ad altri gruppi, fra i quali G4S (multinazionale britannica di sicurezza) e ABP (che gestisce fondi pensionistici olandesi) affinché si ritirino e rispettino il diritto internazionale.

#1 Un leader umanitario per il mondo

Marzo 2015

Quando i giornali hanno annunciato che il pessimo politico inglese Andrew Lansley avrebbe potuto diventare il prossimo responsabile delle Nazioni Unite per le missioni umanitarie, abbiamo lanciato una campagna per richiedere trasparenza e l’applicazione del principio di merito.

L’abbiamo pubblicata sulla prima pagina del Financial Times, incontrato il Capo del Personale dell’ONU, abbiamo sondato l’opinione di alcuni lavoratori dell’ONU e montato una campagna in tempi record per convincere a Ban-Ki-Moon a non nominare Lansley.

Per fortuna il tentativo del Primo Ministro inglese David Cameron di assegnare l’incarico al suo vecchio amico è stato fermato. Ora bisogna lottare per assicurarsi che i prossimi candidati vengano scelti per le loro capacità e senza favoritismi.

#1 L’acqua del Messico per la gente, non per le multinazionali

Marzo 2015

Il Congresso messicano stava portando avanti in segreto uno scandaloso disegno di legge che permetteva alle multinazionali di inquinare l’intera risorsa idrica del Paese e rendeva illegale la ricerca accademica sui livelli di inquinamento. Quando ce ne siamo accorti, abbiamo avviato un’enorme campagna pubblica con l’aiuto di partner fondamentali e abbiamo lanciato una grande petizione, riempiendo le strade di gente e attirando l’opinione dei mass media fino a che i politici non hanno più potuto ignorarli. Nella successiva votazione del Congresso, la legge è stata bocciata e l’acqua del Messico è stata salvata.

“La campagna di Avaaz ha aiutato molto, informando e mobilitando la gente affinché pressioni i nostri rappresentanti. Non avevamo neanche immaginato che potessimo davvero fermare questa legge!!"

Claudia Campero, attivista

#1 Pagare per protestare?

Marzo 2015

Quando la polizia di Londra si è rifiutata di chiudere le strade per una marcia per il clima, suggerendo agli organizzatori di contrattare un’azienda privata pagando migliaia di sterline, la comunità di Avaaz è entrata in azione. Più di 60mila persone hanno firmato per dire no alla privatizzazione del diritto alla protesta, firme che sono state consegnate alla polizia dagli organizzatori della marcia.

Dopo che questo ha causato una tempesta mediatica, il sindaco di Londra Boris Johnson ha criticato pubblicamente la posizione della polizia, invitandola a fare la cosa giusta. Qualche giorno prima della marcia, le forze dell’ordine sono tornate sui loro passi e hanno accettato di mandare dei funzionari alla manifestazione, garantendo il nostro diritto di cittadini all’espressione.

“Ringraziamo Avaaz per aver garantito che il diritto di protesta resti per tutti noi un diritto fondamentale della democrazia. Grazie alla petizione, non dovremo più contrattare un’azienda privata per regolare il traffico durante la protesta. Ci ha aiutato ad ottenere l’appoggio della gente di cui avevamo bisogno per sfidare le autorità in questo momento cruciale.”

Lindsay Alderton, della piattaforma Time to Act

#1 Stop all’odio in Germania

Febbraio 2015

Quando in Gemania il gruppo di estrema destra Pegida ha organizzato diverse marce xenofobe, i membri di Avaaz si sono riuniti per rispondere con amore a questa orribile dimostrazione di odio.

Abbiamo creato un muro dell’amicizia su cui i cittadini tedeschi, senza distinzione di religione o contesto sociale, hanno pubblicato foto che abbiamo poi portato alle manifestazioni di Dresda e Berlino: una vera e propria esplosione dell’hashtag #MitDir, “con voi”.

La campagna contro il messaggio di divisione di Pegida è stata molto efficace ed è culminata con un festival della diversità alla Porta di Brandeburgo dove per un giorno intero poeti, musicisti e cantanti si sono riuniti per festeggiare la nostra comune umanità.

“#MitDir ha un messaggio chiaro: vogliamo una Germania diversa. Un Paese che permetta più di un punto di vista. Un Paese che dibatta e discuta. Un Paese costruito assieme, non gli uni contro gli altri.”

Uli Hausen, giornalista della rivista Stern

#1 Un giorno senza auto a Parigi

Gennaio 2015

Alcuni membri di Avaaz hanno avuto la geniale idea di lanciare una campagna per un giorno senza auto a Parigi, un gesto simbolico in vista del vertice sul clima a fine 2015. Con il sostegno del team, a poche ore dalla pubblicazione della campagna hanno ottenuto che il Comune annunciasse che il “giorno senza auto” si sarebbe tenuto a Settembre!

#1 #JeSuisCharlie

Gennaio 2015

Nelle ore successive al tremendo attacco agli uffici di Charlie Hebdo nel centro di Parigi, Avaaz ha lanciato un appello per una Francia unita, per rispondere al terrorismo con amore e speranza. È stata la campagna più grande che abbiamo mai realizzato in Francia: in poche ore ha raccolto più di 800mila firme portate poi alla gigantesca marcia di Parigi per la solidarietà. #JeSuisCharlie

#1 Salviamo i semi dagli OGM

Settembre 2014

La nostra comunità è stata in prima linea nella lotta contro le multinazionali dell'agricoltura e a settembre abbiamo fermato i piani della Monsanto di costruire la fabbrica di semi geneticamente modificati più grande dell'America Latina, che avrebbe prodotto 60mila tonnellate di sementi OGM all'anno. Avaaz ha collaborato da vicino con gli abitanti, gli attivisti e gli avvocati locali per fare pressione sui politici argentini, e dopo una battaglia durata 20 mesi sostenuta dalla gente per le strade e nei tribunali, il progetto è stato fermato!

Non ci siamo fermati qui, però: quando la Monsanto ha chiesto a un gruppo di esperti di calibro mondiale di eseguire una nuova valutazione di impatto ambientale per formulare una controproposta, la comunità è riuscita a ottenere l'approvazione di una legislazione che impedisse a quella proposta di andare avanti. Alla fine hanno sospeso il progetto fino al 2015 e noi, sempre più forti, li aspettiamo al varco.

"In questi mesi la comunità di Avaaz ci ha aiutati a contrastare il piano della Monsanto, ad avviare il dialogo con la società argentina e a spingere le autorità ad ascoltare il popolo".

Celina Molina, attivista locale

#1 Tagli di "almeno" il 40% delle emissioni di gas serra

Ottobre 2014

Dopo infiniti temporeggiamenti e difficoltà, i leader europei hanno finalmente accettato di ridurre le emissioni di gas serra di "almeno" il 40% entro il 2030. Quella semplice parola è cruciale nella corsa per salvare il pianeta poiché stabilisce un tetto minimo per i prossimi impegni che i capi mondiali si assumeranno durante il Summit per il clima a Parigi nel 2015.

In collaborazione con altri gruppi, gli avaaziani hanno contribuito a questo risultato grazie a decine di migliaia di messaggi ai capi di stato, sondaggi sul clima fatti in tutto il continente, un forte messaggio pubblicitario pubblicato su un quotidiano polacco e un appello ad agire da parte di vari economisti, tra cui Thomas Piketty del Financial Times – tutte iniziative di grande impatto.

Dopo anni di azioni europee per il clima inefficaci, il taglio delle emissioni è di nuovo una delle priorità dei nostri leader.

"Desidero ringraziare i milioni di persone che si sono unite ad Avaaz nello sforzo di aumentare la pressione sui politici mondiali affinché agiscano adesso, e non domani. Senza il sostegno del pubblico sarà impossibile fermare il cambiamento climatico. Continuate così e non abbassate mai la guardia!"

Dr. Barbara Hendricks, Ministro per l'ambiente, Germania

#1 Lotta vinta contro l'Ebola

Ottobre 2014

Una minaccia enorme. Questo mostro avrebbe potuto uccidere milioni di persone, ha minacciato il mondo intero. Ma il mondo si è unito per fermarlo. Cosa abbiamo fatto?

La nostra comunità ha donato 2 milioni e 500mila dollari alle migliori operazioni di soccorso che lavoravano in prima linea e che, grazie alla velocità dei nostri aiuti, hanno potuto salvare molte vite. Poi, oltre 4.000 di noi si sono offerti di andare in Africa occidentale per mettere a disposizione le nostre conoscenze e aiutare nella battaglia . I volontari di Avaaz hanno ruoli fondamentali: hanno combattuto la trasmissione del virus dal paziente al medico nei centri di trattamento, hanno costruito loro stessi le infrastrutture necessarie con oltre una dozzina di membri che lavoravano sul campo. La sconfitta dell’Ebola è una grande vittoria per l’umanità. Ma ancora più importante è che l’impegno della nostra comunità ha dimostrato che ovunque la gente è disposta a rischiare tutto per aiutare altre persone in crisi dall’altra parte del mondo. Questo fa di noi una comunità davvero speciale. Adesso è più chiara che mai l’importanza degli investimenti in salute pubblica in Africa occidentale.

“Siamo molto riconoscenti per il vostro aiuto e per la flessibilità con cui ci avete permesso di utilizzare i fondi. Questa flessibilità è stata fondamentale.”

Partners in Health

2014

38

milioni

membri

#1 La forza di 20mila voci russe...

Luglio 2014

Milioni di siriani sono rimasti intrappolati senza aiuti per mesi, mentre i camion con gli aiuti dell'ONU erano bloccati alla frontiera turca a causa dello stallo nelle negoziazioni all'interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Tuttavia, quando oltre 20mila cittadini russi hanno sostenuto una petizione di Avaaz che chiedeva con urgenza al governo russo di appoggiare una risoluzione ONU per far entrare gli aiuti, le cose hanno iniziato a cambiare.

Il 2 luglio Avaaz ha consegnato la petizione ai diplomatici russi: è stata la prima volta in assoluto che i russi hanno chiesto al loro governo di intervenire in Siria. Poi, meno di due settimane dopo, è stata unanimemente approvata.! Grazie alla risoluzione, gli aiuti hanno raggiunto migliaia di siriani e sono stati accompagnati dagli ispettori indipendenti dell'ONU - una vera svolta per il sostegno alla popolazione siriana.

"Il sostegno della Russia a questa risoluzione ha salvato migliaia di vite. I siriani vivono in una situazione disperata ed è cruciale un'azione decisiva da parte dell'ONU. Desidero ringraziare in modo particolare la comunità di Avaaz in Russia per la sua solidarietà con il popolo siriano."

Mais, attivista di Avaaz in Siria che ha lanciato l'appello

#1 Via il cemento dalle spiagge greche!

Maggio 2014

Appena pochi giorni prima delle elezioni europee, il governo greco ha subdolamente formulato una bozza di legge che avrebbe permesso alle società private di cementificare e sfruttare le meravigliose coste del paese. Nel giro di poche ore, i membri di Avaaz si sono mobilitati a migliaia per impedirlo.

In collaborazione con il WWF, Avaaz ha consegnato 150mila firme direttamente al Ministero delle finanze. Le nostre azioni sono state riprese dai media, arrivando così al cuore del dibattito pre-elettorale. Tra l'indignazione e lo scalpore mediatico, il governo è stato costretto a fare marcia indietro e a ritirare la proposta.

"L'incredibile mobilitazione da parte di Avaaz è andata oltre i soliti appelli populisti e merita una menzione d'onore."

Fotini Pipili, parlamentare greco del partito al governo

2014

36

milioni

membri

#1 Frenata l'assurdità degli F35 italiani

Maggio 2014

In un periodo in cui la disoccupazione in Italia è a livelli senza precedenti, i membri di Avaaz si sono indignati quando il governo ha annunciato di voler spendere 14 miliardi di euro per i caccia F35. In quella che sarebbe diventata la campagna di Avaaz più grande di sempre nel Paese, quasi mezzo milione di italiani si sono attivati contro la decisione di usare il denaro dei contribuenti per dei nuovi jet.

Centinaia di Avaaziani hanno partecipato a un in sit-in per opporsi ai piani di spesa. Con un'ampia copertura mediatica, sono state consegnate ai parlamentari membri della Commissione difesa più di 472mila firme. In questo modo abbiamo ottenuto dal governo un'investigazione sul sistema degli armamenti e sulla spesa militare, che ha portato all'approvazione da parte della Camera di una risoluzione che vincola il governo a dimezzare il budget originario, risparmiando 7 miliardi di euro!

"Sono d'accordo con il dissenso dei cittadini che hanno firmato la petizione. In un periodo così difficile per il nostro Paese, è necessario razionalizzare le spese nel settore della difesa."

Paolo Bolognesi, membro della Commissione difesa alla Camera.

#1 Facciamo luce sull'oscurità del "voto segreto"

Febbraio 2014

La nostra comunità ha vinto una battaglia fondamentale per la democrazia: la fine del "voto segreto" in Brasile e in Italia. In Brasile, gli avaaziani di tutto il paese hanno intasato le linee telefoniche dei senatori per porre fine al voto segreto. Insieme, siamo riusciti a prevalere prima alla Camera bassa e poi in Senato. E' stato un grande trionfo per una delle democrazie più grandi del mondo.

In Italia, abbiamo partecipato a una clamorosa iniziativa, tutti nudi per esporre la necessità di votazioni aperte. Migliaia di membri hanno inviato messaggi direttamente ad un senatore chiave per la votazione, fino a fargli cambiare idea. Abbiamo sconfitto il voto segreto e contribuito all’espulsione di Berlusconi dal parlamento.

"Il mio ruolo mi impone di essere imparziale, ma è fondamentale per chi come me rappresenta le istituzioni ricevere e ascoltare la voce dei cittadini."

Dario Stefano, Presidente della Commisione elezioni e immunità

#1 Costretta a sposare il suo stupratore

Gennaio 2014

Amina si è suicidata a 16 anni dopo essere stata costretta a sposare il suo stupratore. In base all'Articolo 475 del codice penale marocchino, gli stupratori possono sposare le proprie vittime per evitare di essere perseguiti. Dieci mesi dopo, a seguito della nostra prima azione globale per richiamare l'attenzione sulla questione, Avaaz ha lanciato un appello per modificare la legge. All'alba di una votazione cruciale, abbiamo consegnato 1,2 milioni di firme direttamente al capo del parlamento. Il parlamento del Marocco ha poi votato per abolire l'articolo, così che altre ragazze non debbano sopportare lo stesso orrore di Amina.

"Grazie a voi abbiamo ottenuto una grande vittoria e un importante passo avanti. Voglio congratularmi e rendere omaggio alla squadra di Avaaz e a tutti i suoi membri per questa grande iniziativa di solidarietà."

Latifa Jbabdi, leader femminista in Marocco

#1 Fermata l'apocalisse in internet

Dicembre 2013

Alla fine del 2013 la Commissione Europea aveva proposto una legge che avrebbe cancellato internet come lo conosciamo - era chiaro che dovevamo fermarla. In appena pochi giorni abbiamo lanciato una campagna globale affinché l'UE impedisse ai giganti delle telecomunicazioni di trasformare la rete da una super strada aperta a tutti in una strada a pedaggio per pochi. E ha funzionato: la bozza di legge è stata modificata per proteggere la neutralità della rete, i principi per i quali tutti i siti web debbano essere trattati allo stesso modo. La maggioranza del parlamento ha approvato un testo che, per la prima volta nella storia della rete, ne protegge la neutralità e che spingerà tutti i paesi del mondo a fare lo stesso. Nell'aprile 2014 abbiamo continuato la battaglia e l’abbiamo vinta anche per tutti i cittadini brasiliani quando il Senato ha approvato la legge ‘Marco Civil da Internet’

È stata una vittoria importante, ma la Commissione nominata di recente potrebbe ribaltare la legge e cancellare le regole per una severa neutralità della rete quando i governi europei saranno chiamati a decidere l'anno prossimo - non abbassiamo la guardia!

#1 Sfidando l'orrore in paradiso

Agosto 2013

Quando una quindicenne delle Maldive sopravvissuta ad uno stupro è stata condannata alla flagellazione con l'accusa di aver fatto sesso con un altro uomo, abbiamo fatto accendere i riflettori in tutto il mondo su queste cosiddette isole paradisiache. Oltre 2 milioni di membri di Avaaz hanno firmato una petizione che chiedeva al Presidente Mohammed Waheed di intervenire nel caso della ragazza e di mettere fine per sempre alla pratica della flagellazione.

Avaaz ha fatto pressione entrando in contatto con i più alti livelli del governo delle Maldive e ha lanciato una campagna pubblicitaria che colpiva l'industria del turismo facendo conoscere la realtà della vita delle donne in queste isole. E in agosto l'Alta Corte finalmente ha detto no all'assurda pena della flagellazione (ulteriori informazioni su The Independent (in Inglese)). Un sondaggio commissionato da Avaaz promosso tra gli abitanti delle Maldive ha mostrato che il 92% di loro vuole una riforma delle leggi per proteggere le donne e che il 62% vuole vedere una moratoria sulle flagellazioni. Grazie a questi progressi, Avaaz continuerà a fare pressione per mettere finalmente fine a questa guerra contro le donne nelle Maldive.

"Il contributo di Avaaz è stato l'elemento fondamentale per rovesciare la condanna alla flagellazione; una petizione firmata da milioni di persone, una visita nel paese, un sondaggio di opinione pubblica... sono stati tutti utilissimi. Spero Avaaz continu

Dr. Ahmed Shaheed, ex-Ministro degli Esteri, attuale Rappresentante Speciale ONU per l'Iran

2012

16

milioni

di membri

#1 Rendere realtà il sogno di Malala

Ottobre 2012

Quando i talebani hanno sparato alla quindicenne Malala Yousafzai, il mondo si è indignato. Come risposta, quasi un milione di noi ha chiesto al governo del Pakistan di realizzare il suo sogno di dare l'educazione a tutti investendo in un programma di borse di studio nazionali per portare nelle scuole tutti i bambini poveri in Pakistan. Il responsabile ONU per l'educazione Gordon Brown ha consegnato la nostra petizione direttamente al Presidente del Pakistan Zardari che ha deciso di firmare lui stesso! Lo stesso giorno, un mese dopo l'attentato a Malala, il governo del Pakistan ha inaugurato ufficialmente un programma di borse di studio per 3 milioni di bambini.

"Credo che se lavoriamo tutti assieme per farci sentire, come hanno fatto i membri di Avaaz, possiamo iniziare a far diventare realtà la nostra promessa a Malala di una educazione per tutti."

Gordon Brown

2012

15

milioni

di memberi

#1 Liberare gli immigrati intrappolati in Bahrain

Luglio 2012

Non appena una imprese di costruzioni ha attirato dei lavoratori indiani in Bahrain con delle false promesse e poi ha impedito che tornassero in patria, la comunità di Avaaz è entrata in azione. Il fratello di un lavoratore che si era tragicamente suicidato ha fatto partire una campagna sul sito delle petizioni della comunità per chiedere all'azienda di lasciar andare gli ultimi 100 lavoratori. 20.000 di noi si sono uniti alla richiesta e hanno chiesto ai partner commerciali della compagnia di aiutarli ad alzare la pressione. In pochi giorni siamo riusciti a fare quello che il governo indiano non è riuscito a fare per 7 anni: abbiamo ottenuto che l'azienda di costruzioni lasciasse tornare a casa i lavoratori. Abbiamo addirittura ottenuto che l'azienda si impegnasse a non impedire mai più spostamenti ai suoi dipendenti.

"Tutto ciò non sarebbe successo senza Avaaz."

Ambasciata indiana nel Bahrain

2012

14

milioni

di membri

#1 Fermare il massacro dell'Amazzonia

Maggio 2012

Quest'anno il congresso brasiliano, sotto la pressione dei poteri forti, ha fatto passare una legge catastrofica per le foreste che ha dato a tagliatori di legna e agricoltori carta bianca per abbattere enormi pezzi di Amazzonia. Come parte di una importante collaborazione con Greenpeace, WWF, alcune organizzazioni chiave in Brasile, e figure pubbliche di primo livello, oltre 2 milioni di membri di Avaaz hanno fatto pressione sul presidente del Brasile Dilma per non sottoscrivere la legge e salvare l'Amazzonia. Il nostro messaggio è stato consegnato durante una giornata incredibile di incontri ad alto livello con ministri chiave, e una colorata manifestazione nella capitale, Brasilia. Dilma ha risposto mettendo il veto su alcune delle parti più controverse della legge.

#1 Proteggendo la Barriera corallina

Febbraio 2012

In Australia, migliaia di noi hanno contribuito a creare la più grande rete di aree marine protette nel mondo. All'inizio di quest'anno, all'apertura delle consultazioni pubbliche su una proposta di parco marino nazionale, le compagnie legate alla pesca e all'industria mineraria si sono opposte con tutti i mezzi a loro disposizione. Ma centinaia di migliaia di membri di Avaaz hanno firmato una lettera al Ministro dell'ambiente, e quasi 30.000 hanno sommerso la commissione pubblica con commenti a favore della proposta. Al governo non è rimasto alcun dubbio sulla posizione dei cittadini. L'opinione pubblica australiana, con il sostegno di cittadini da tutto il mondo, ha dato al governo il mandato di cui avevano bisogno per proteggere questo importante pezzo di Barriera corallina dall'essere distrutto a causa dell'estrazione di minerali, petrolio o gas.

2012

12

milioni

di membri

#1 Fermata la censura di Internet

Gennaio 2012

Elaborato in segreto da un piccolo gruppo di ricchi paesi e corporazioni, ACTA avrebbe dato a potenti multinazionali la possibilità di controllare e censurare Internet. Ma quando i dettagli decisi nel buio dei corridoi hanno cominciato ad essere conosciuti, più di 2 milioni di membri di Avaaz hanno firmato una petizione al Parlamento europeo per chiedere che i legislatori si adoperassero per un Internet libero e aperto e non ratificassero ACTA. La petizione, che ha raggiunto quasi 3 milioni di firmatari, è stata consegnata direttamente ai decisori a Bruxelles. Dopo il voto finale che ha sbarrato la strada alla legge, il il comunicato stampa del Parlamento europeo ha annunciato il risultato citando la petizione di Avaaz come un fattore chiave!

"Sono rimasto molto impressionata dalla petizione di 2,8 milioni di persone di Avaaz che è stata consegnata recentemente al Parlamento europeo. Le preoccupazioni dei cittadini di tutto il mondo sono state tenute attentamente in considerazione dal Parlamento Europeo."

Martin Schulz, Presidente del Parlamento

Cambiamento climatico

#1 Vertice sul clima: mantenere viva la speranza

Dicembre 2011

A un vertice sul clima fondamentale a Durban, più di 800.000 di noi ci hanno consentito di evitare una sconfitta annunciata. Il nostro team sbarcato in Sud Africa ha consegnato il nostro messaggio giorno per giorno grazie ad azioni di forte impatto come questa pubblicità sul Financial Times: pubblicata l'ultimo giorno di intesi negoziati. Nonostante l'enorme pressione da parte di nazioni che difendono gli interessi del petrolio come gli USA e il Canada, è stato strappato un accordo che permette di salvare il fondamentale Protocollo di Kyoto.

"Grazie ad oltre 800.000 mila persone da tutto il mondo, le vostre voci sono state di fondamentale impatto nella parte finale del vertice."

Connie Hedegaard, Commissario europeo per l'azione per il clima

Giornalismo partecipativo

#1 Rompendo il blackout del Medio Oriente

Aprile 2011

Fin dai primi giorni della rivolta pacifica in Siria, la comunità di Avaaz è stata al fianco del popolo siriano contro la brutale violenza del loro stesso governo. Migliaia di noi hanno agito per aiutare a fornire strumenti a coraggiosi siriani con modem satellitari e telefoni dotati di videocamera per riprendere il giro di vite del regime di Assad sui civili innocenti. Prima che i media internazionali fossero in grado di entrare nel paese, il Time Magazine ha riconosciuto ad Avaaz di aver "organizzato un flusso costante di reportage video dall'interno della Siria che ha contribuito a formare l'idea della brutalità che si stava consumando sul campo nell'opinione pubblica occidentale".

E quando la situazione è diventata insostenibile, la nostra comunità ha contribuito ha far entrare milioni di dollari in cibo, medicine e aiuti umanitari per coloro che ne avevano così disperatamente bisogno. Oggi, continuiamo a fare pressione sui governi in tutto il mondo affinché compiano le azioni necessarie a portare libertà e pace in Siria.

2011

08

milioni

di membri

Anti-corruzione in India

#1 La campagna anti-corruzione esplode in India

Aprile 2011

Anna Hazare, un attivista gandhiano di 73 anni, ha cominciato uno sciopero della fame a oltranza per chiedere al governo di accordare alla società civile la possibilità di redigere una nuova legge contro la corruzione. In sole 36 ore ben 500.000 indiani si sono uniti alla campagna di Avaaz in sostegno dell'appello di Hazare per riforme radicali. In 4 giorni la mobilitazione da record ha costretto il governo indiano a firmare un accordo a tutte le richieste di Hazare. Abbiamo vinto! Oggi è nata una nuova India; e proprio come l'anno scorso in Brasile con l'adozione di una decisiva legge contro la corruzione, Avaaz sta aiutando a dare linfa alla voglia di cambiamento.

Censura KO

#1 Sconfitta la legge bavaglio alla tv di Berlusconi

Marzo 2011

Silvio Berlusconi, a fronte di bocconi politici amari e di un processo per prostituzione minorile iniziato in coincidenza con la campagna elettorale per le amministrative, ha provato a implementare una legge bavaglio in Parlamento che avrebbe silenziato le voci critiche nei programmi d'informazione in TV. Ma i membri italiani di Avaaz hanno contrattaccato, dando vita a una petizione da 70.000 firme, l'invio di oltre 50.000 messaggi nel giro di 24 ore e a migliaia di telefonate al Parlamento proprio nel momento cruciale del voto finale. La legge è stata bloccata, in una vittoria incredibile per i membri di Avaaz e per il futuro della democrazia e della libertà d'informazione in Italia.

Anti-corruzione in Spagna

#1 Gli "Angeli" contro la corruzione in Spagna

Marzo 2011

Un giornale spagnoli ha proclamato Avaaz l'"Angelo del giorno" per la sua lotta alla corruzione, come ha titolato un giornale fra i tanti di quelli che si sono occupati della petizione da 100.000 firme e dei flash-mob teatrali organizzati da Avaaz per chiedere ai politici spagnoli condannati per corruzione di essere esclusi dalle elezioni in arrivo. La pressione crescente ha dato vita a un dibattito nel paese sulla corruzione, e i partiti politici ora ne sentono tutto il peso.

Correttezza nei media

#1 Vittoria contro le notizie "false e fuorvianti" in Canada

Febbraio 2011

I funzionari conservatori in Canada stavano preparando il lancio di un network televisivo propagandistico in stile Murdoch, ma nel febbraio scorso, proprio mentre stavano allentando gli standard del giornalismo nazionale per permettere un'informazione in tv falsa e fuorviante, si sono scatenati addosso un'opposizione da record. 100.000 Avaaziani canadesi hanno firmato contro le modifiche, e la proposta oltraggiosa che avrebbe messo in pericolo l'informazione obiettiva è stata ritirata.

Petizione da 600.000 firme
Protezione dell'Amazonia

#1 Bloccando una mega diga che distruggerebbe l'Amazzonia

Febbraio 2011

La costruzione del complesso della diga di Belo Monte, una vera e propria catastrofe ambientale, è stata posticipata in parte grazie anche alla spettacolare consegna delle oltre 600.000 firme organizzata dalle tribù indigene cui hanno partecipato gli Avaaziani in Brasile e da tutto il mondo. L'Organizzazione degli Stati Americani si è unita alla campagna contro la diga, perché in violazione dei diritti umani. La mobilitazione continua a crescere per cancellare il progetto e per concentrarsi invece sulle energie rinnovabili.

15 milioni di firme raccolte
Potere ai cittadini

#1 In milioni per il clima

2007 - 2010

Dall'inizio della nostra prima campagna sul clima nel 2007, Avaaz ha consegnato milioni di firme a leader chiave, inclusi i ministri dell'ambiente di tutti i paesi del G8 e leader di Brasile, Germania e Giappone.

Il Primo ministro della Gran Bretagna dell'epoca Gordon Brown, nel corso del G8 a L'Aquila, ha ricevuto alcune delle cartoline giganti che invitavano i politici di tutto il mondo a partecipare al vertice sul clima. Abbiamo assistito a delle scene incredibili a Copenaghen, dove giovani da tutto il mondo hanno organizzato un sit-in per consegnare una petizione: hanno letto tutti i nomi dei 15 milioni di persone che chiedevano un trattato sul clima stringente, giusto e ambizioso.

Canale di soccorso

#1 Alluvioni in Pakistan

Agosto 2010

A fronte della catastrofe umanitaria di proporzioni colossali che ha colpito il Pakistan, con un quinto del paese sott'acqua e milioni di persone senza tetto e in disperato bisogno di aiuto, i membri di Avaaz hanno preso azione immediata.

In soli 3 giorni abbiamo superato il nostro obiettivo di 300.000 dollari, e donato quasi 1 milione di dollari alle organizzazioni locali fidate. Il 100% delle donazioni raccolte è andato direttamente ad aiutare i pachistani per risollevarsi dal disastro e rafforzare i loro sistemi locali.

Massa critica

#1 Brasile: "ficha limpa"

Luglio 2010

La legge per la "fedina penale pulita" era una proposta coraggiosa che vietava ai politici condannati per corruzione e riciclaggio di denaro di candidarsi alle elezioni. Con un Congresso composto da quasi il 25% di indagati per corruzione, nessuno credeva che la legge sarebbe passata.

Avaaz ha lanciato la più grande campagna on-line della storia del Brasile, aiutando a costruire una petizione da 2 milioni di firme, a intraprendere 500.000 azioni on-line e a fare decine di migliaia di telefonate.

Abbiamo combattuto contro i parlamentari ogni volta che loro cercavano di chiudere la legge in un cassetto, posticiparla, emendarla e modificarla, e ogni volta abbiamo vinto. La legge è stata adottata dal Congresso, e oltre 330 candidati rischiano di essere espulsi.

Un membro brasiliano ci ha scritto appena è passata la legge:

"Non sono mai stato così orgoglioso dei brasiliani come oggi! Congratulazioni a tutti per aver firmato. Oggi mi sento un cittadino a tutti gli effetti con i poteri politici che mi spettano"

Un Avaaziano brasiliano

Voce per la libertà

#1 Italia: legge bavaglio

Luglio 2010

In una vittoria storica per affermare il potere dei cittadini in Italia: 340.000 italiani si sono mobilitati contro la "legge bavaglio", che avrebbe piegato il potere giudiziario italiano nella lotta contro il crimine e la corruzione, e che avrebbe imposto pene draconiane agli editori e ai giornalisti che avrebbero cercato di chiedere conto ai politici. E' stata la prima volta nella storia italiana che le dimostrazioni pubbliche e la mobilitazione online sono riuscite a modificare l'agenda parlamentare.

Il Prof. Stefano Rodotà, giurista e editorialista de La Repubblica, ha detto: "E' stato aperto un canale fra la politica e i cittadini, una distanza che sembrava incolmabile per un attimo è stata colmata".

Spinta globale

#1 Vittoria per le balene

Luglio 2010

Alcuni mesi fa la Commissione internazionale delle balene ha svelato la proposta di legalizzare l'uccisione e la vendita delle balene, superando così il divieto sulle balene in piedi da decenni.

I membri di Avaaz hanno costruito una campagna enorme per fermare la proposta, che ha visto la più grande petizione per salvare le balene della storia. Sono state raccolte ben 1,2 milioni di firme in tutto il mondo, consegnate direttamente al ministro dell'ambiente australiano di fronte ai media di tutto il mondo, e ad altri delegati chiave della Commissione internazionale delle balene. La campagna è stata rinforzata da pubblicità acquistate su quotidiani di paesi chiave, cartelloni esposti alla conferenza e dal team di Avaaz che era presente sul campo per organizzare azioni che attirassero l'attenzione dei media. Alla fine al vertice in Marocco la proposta è andata al macero e il divieto sulle balene presente da 24 anni è rimasto.

E' stata una vittoria incredibile per le balene, ma il Giappone e altri paesi continuano a sfruttare le lacune della Commissione internazionale delle balene, uccidendo centinaia di balene ogni anno. Per vincere definitivamente dovremo lavorare insieme per rafforzare e riformare la Commissione, e mobilitare i paesi in favore delle balene.

2010

05

milioni

di membri

Impatto enorme

#1 Salviamo gli oceani

Aprile 2010

La Gran Bretagna ha annunciato il suo piano di raddoppiare l'area di oceano protetto con una nuova zona protetta, più grande di Italia e Germania messe insieme. Prima della decisione, più dell'85% dei membri di Avaaz aveva chiesto di vietare la pesca intensiva e di appoggiare i diritti delle persone dell'isola.

Il Ministro degli esteri della Gran Betagna ha citato le "oltre 221.000 risposte coordinate da Avaaz... da ben oltre 223 paesi" nella sua dichiarazione pubblica.

Il risultato ottenuto è un enorme passo avanti, ma occorre non mollare la pressione per preservare i diritti degli abitanti delle isole Chagos e delle Mauritius, e per proteggere gli oceani dalla pesca intensiva.

Punto di svolta

#1 Elefanti in pericolo

Marzo 2010

Con gli elefanti a rischio, 500.000 di noi da ogni parte del mondo hanno dato forza alla Coalizione Africana per gli Elefanti, e dopo un voto testa a testa e una sferzata finale con i partner in loco, abbiamo vinto la protezione per gli elefanti alla sessione dell'ONU dedicata alle specie a rischio di estinzione.

Il capo del Network per la Sopravvivenza delle Specie ha detto: "la petizione, non c'è alcun dubbio su questo, ha fatto al differenza e ha aiutato a raggiungere il risultato migliore per gli elefanti".

Giustizia per tutti

#1 Fermiamo gli insediamenti

Marzo 2010

Il Primo ministro israeliano Netanyahu ha fatto fallire i colloqui di pace diretti dagli Stati Uniti nel momento in cui ha annunciato il piano di costruire più insediamenti nei territori palestinesi occupati. Avaaz ha risposto dimostrando che l'opinione pubblica è fermamente contraria a ulteriori insediamenti e in favore della soluzione due popoli due stati per ottenere la pace fra Israele e Palestina.

Un sondaggio realizzato da Avaaz e iniziative mediatiche hanno aiutato as appoggiare la posizione di Obama prima di un vertice fondamentale fra i due capi di stato.

Vestiti come degli edifici degli insediamenti, gli attivisti di Avaaz hanno manifestato a Washington DC mentre Netanyahu teneva un discorso importante brandendo lo slogan "Costruisci gli insediamenti, distruggi la pace". L'evento ha ricevuto molta attenzione da parte dei media, specialmente negli Stati Uniti, in Russia (guarda il video) e in Germania.

"La maggior parte degli americani è per Israele, per la pace e per Obama e la sua soluzione di pace in Israele", ha detto Avaaz in un'intervista alla National Public Radio. "Ogni volta che viene costruito un insediamento, le speranze per la pace si distruggono pian piano".

450.000 firme raccolte
Valori fondamentali

#1 La legge contro i gay in Uganda

Febbraio 2010

A fronte di una forte opposizione mai vista prima da parte dell'opinione pubblica contro la proposta di legge di condannare a morte i gay ugandesi, Avaaz ha lavorato con le autorità ecclesiastiche e con gli attivisti per i diritti umani per consegnare le 450.000 firme raccolte al Presidente del Parlamento dell'Uganda. La consegna è avvenuta durante un incontro di un'ora e una conferenza stampa, che è stata ripresa sia dai media nazionali che da quelli di tutto il mondo, incluso il Daily Monitor, la BBC e il VOA.

Era previsto che il Parlamento mettesse in discussione la legge nel febbraio 2010, ma per la pressione, sia locale che mondiale, la discussione formale non è ancora cominciata. Alcuni ritengono che la proposta di legge sarà abbandonata in commissione, divenendo così una vittoria silenziosa ma straordinaria per i diritti umani.

Avaaz continua a lavorare con gli alleati sul campo per monitorare la proposta di legge, ed è pronta ad intervenire qualora l'iniziativa tornasse in auge.

Solidarietà in tempo di crisi

#1 Terremoto di Haiti

Gennaio 2010

Migliaia di noi hanno donato più di 1,3 milioni di dollari per il soccorso e la ricostruzione dopo il terremoto di Haiti, aiutando organizzazioni locali eccellenti a garantire alla popolazione beni di prima necessità, un tetto e le cure mediche necessarie.

Nelle settimane successive abbiamo inoltre raccolto centinaia di migliaia di firme per chiedere la cancellazione del debito pubblico di Haiti, che ammonta a oltre 1 miliardo di dollari nelle mani dei paesi ricchi.

Guarda questo video su quello che siamo riusciti a fare.

Mostrando il cammino

#1 Vertice di Copenaghen

I nostri leader non hanno fatto la storia, i cittadini di tutto il mondo sì. Un anno di mobilitazione mai vista prima sul cambiamento climatico ha raggiunto vette inimmaginabili, con migliaia di veglie, manifestazioni e proteste, centinaia di migliaia di telefonate e milioni di firme.

Mentre i politici hanno fallito nello stipulare un trattato per fermare il cambiamento climatico in atto, i cittadini hanno costruito un movimento che può vincere la battaglia per salvare il nostro pianeta. Clicca qui per vedere le foto, i video e i messaggi da tutto il mondo dopo il vertice, e stai sintonizzato su Avaaz per i prossimi passi che tutti noi dovremo intraprendere per combattere il cambiamento climatico.

Parla e sarai ascoltato

#1 Crisi alimentare globale

Novembre 2009

Con il prezzo dei beni alimentari saliti alle stelle, il ministro degli esteri della Sierra Leone Zainab Bangura ha registrato un appello video indirizzato ai membri di Avaaz per chiedere di fare pressione sui governi affinché prendessero delle decisioni risolutive per fronteggiare l'emergenza. Oltre 360.000 membri hanno risposto a quell'appello, firmando una petizione on-line che è stata consegnata al Segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon al vertice sull'emergenza della crisi alimentare a Roma. Messi sotto torchio dalla pressione globale, i governi donatori hanno promesso miliardi di dollari per il sostegno all'emergenza alimentare e hanno avviato un processo per riconsiderare la politica agricola nel suo complesso.

Oltre 60.000 membri di Avaaz hanno inoltre inviato messaggi ai loro governi per chiedere standard sostenibili per il biocarburante per mettere fine alla pratica di bruciare il cibo come carburante e di sostituire le coltivazioni destinate al cibo con quelle per il carburante. A luglio il G8 ha assicurato di "garantire la compatibilità delle politiche per la produzione sostenibile e l'uso del biocarburante con la sicurezza alimentare". Tuttavia, occorre ancora più pressione per far sì che le parole diventino realtà.

2009

04

milioni

di membri

Portata globale

#1 La sveglia globale sul clima

Settembre 2009

Nel 2009, con oltre 2600 eventi in 135 paesi in tutto il mondo, tutti insieme abbiamo organizzato una sveglia assordante indirizzata ai capi di stato di tutto il mondo sul cambiamento climatico. La creatività e l'immaginario mozzafiato dei membri di Avaaz e degli alleati hanno attirato l'attenzione dei giornalisti di tutto il mondo, che hanno fatto arrivare il nostro messaggio ai politici di tutto il mondo. Le parole non possono descrivere quello che è successo, ma questo video ci va vicino.

Idealismo creativo

#1 Tortura, Guantanamo e gli Stati Uniti

Settembre 2009

Spinta dall'appoggio per mettere fine alla tortura delle comunità mondiale e dalla netta maggioranza degli americani, Avaaz ha allestito una campagna pubblicitaria nella metropolitana di Washington. Finanziata da migliaia di donazioni dai membri di Avaaz di tutto il mondo, i cartelloni ricordavano ai politici che la tortura è illegale, immorale e parte della strategia di reclutamento di Osama bin Laden e del network di Al Qaeda.

Il nostro messaggio irritante era stato ripreso dai media in tutto il mondo, Washington Post e Der Spiegel inclusi, e ha contaminato la capitale degli Stati Uniti con il ronzio del nostro appello di chiudere la prigione militare di Guantanamo.

Protettori del pianeta

#1 I polmoni del Pianeta

Giugno 2009

Nel 2009 il Brasile era sul punto di adottare una legge che avrebbe ceduto una larga parte della foresta pluviale amazzonica alle aziende agricole per il suo sfruttamento.
br> In soli 2 giorni i membri di Avaaz in Brasile hanno fatto 14.000 telefonate e inviato 30.000 messaggi online all'ufficio del Presidente Lula. All'11^ ora la pressione dei cittadini è riuscita a revocare la legge.

E' stata una grande vittoria per il Brasile e per tutto il pianeta: l'Amazzonia brucia enormi quantitativi di gas a effetto serra che surriscaldano il clima. Tuttavia, la battaglia per proteggere i polmoni del nostro pianeta è lontana dal dirsi conclusa, e dobbiamo continuare a difendere le risorse naturali presenti nelle foreste pluviali, che sono fondamentali per l'equilibrio e la sostenibilità del pianeta.

Protesta per la verità

#1 Influenza suina e aziende agricole

Maggio 2009

All'insorgenza dell'epidemia H1N1, uno scienziato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto ad Avaaz che la ricerca era necessaria per comprendere l'eventuale responsabilità delle aziende agricole nella generazione del virus, ma che le industrie zootecniche attraverso la loro attività di lobbying avrebbero continuato a ostacolarla, a meno che movimenti della società civile non fossero intervenuti per sollevare la questione.

Avaaz ha portato una mandria di 225 maiali in cartone all'Organizzazione Mondiale per la Sanità, in rappresentanza delle 225.000 firme di una petizione che chiedeva l'avvio di una ricerca adeguata.

Inizialmente il direttore del reparto di sicurezza alimentare e di zootecnia dell'OMS, il dott. Jørgen Schlundt, ci ha risposto che non era stato trovato alcun rapporto diretto fra il virus H1N1 e le aziende agricole, e che la l'origine era ancora sotto lo studio degli scienziati.

Successivamente egli ha ammesso, fra le altre cose, che alcune pratiche delle aziende zootecniche sono pericolose e che le decisioni politiche che determinano i criteri della ricerca e le regole sulla sicurezza delle aziende agricole sono dominate dalla lobby dell'industria zootecnica. Ci ha detto inoltre che una regolamentazione a livello globale in materia è cruciale, ma che senza la diffusione di una paura collettiva come per la BSE che porta alla morte di molte persone, gli scienziati non sono in grado di ottenere una legislazione forte che possa prevenire pandemie derivanti dagli animali.

Avaaz continuerà a chiedere per il miglioramento della regolamentazione necessaria. Clicca qui per vedere le foto e leggere tutta la storia.

Oltre 200.000 messaggi inviati
Pressione dinamica

#1 Divieto delle bombe a grappolo

Novembre 2008

In concomitanza con il vertice dei capi di stato a Dublino per la negoziazione finale sul divieto internazionale delle bombe a grappolo, Branislav Kapetanovi, sopravvissuto alle bombe a grappolo, ha inviato un video appello ai membri di Avaaz scatenando 164.272 e-mail ai capi di stato per chiedere loro un divieto internazionale forte, libero da eventuali lacune e ritardi.

Il governo della Finlandia, che si era opposto a un divieto totale, ha ricevuto 50.000 messaggi dai membri di Avaaz, accendendo così i riflettori dei media sia in quel paese, che nel resto del mondo.

Quando più di 100 paesi hanno firmato l'accordo stringente, i sostenitori del trattato ci hanno detto che i membri di Avaaz avevano fatto la differenza, e che i governi erano stati messi al muro dalle proteste dei cittadini.

La campagna per ratificare e ampliare il trattato continua.

Una Comunità speranza

#1 Stretta di mano globale

Maggio 2008

Oltre 2000 membri di Avaaz con le magliette "One China" hanno formato una catena di strette di mano che partiva dal Dalai Lama e arrivava fino all'Ambasciata cinese di Londra: un gesto tangibile di benevolenza che si è concluso con una manifestazione in cui è stato dedicato un minuto di silenzio alle vittime del terremoto di Sichuan. Migliaia di membri di Avaaz hanno aderito on-line accendendo una candela virtuale per i sopravvissuti del terremoto e hanno donato tende e altri beni di prima necessità. Le parole non sono sufficienti a descriverlo, ma forse può farlo il video .

2008

03

milioni

di membri

Risposta immediata

#1 Risposta immediata

Aprile 2008

In seguito alla violenta repressione cinese delle proteste in Tibet nel marzo 2008, i membri di Avaaz hanno lanciato la più grande petizione online della storia: una richiesta di vero dialogo fra la Cina e il Dalai Lama, che ha raggiunto 1,5 milioni di firme in tre settimane.

La petizione è stata consegnata privatamente ai rappresentanti cinesi e pubblicamente in 84 città in un Giorno di azione globale, coordinato con associazioni pro-Tibet in tutto il mondo. In seguito al nostro appello, la Cina ha riavviato il dialogo con il Dalai Lama, ed è stato riferito che che lo ha fatto in risposta alla pressione internazionale.

In Cina, tuttavia, le proteste a livello internazionale e l'attenzione mediatica hanno scatenato una reazione opposta, con i media nazionali e l'opinione pubblica che hanno additato il sentimento pro-Tibet come uno sforzo "anti-cinese" per minare le Olimpiadi. Di tutta risposta, Avaaz ha lanciato un'offerta per "Salvare le Olimpiadi", raccogliendo 150.000 dollari per finanziare messaggi online promossi da un team in mandarino e pubblicità su pubblicazioni di cinesi in esilio.

Politica in rete

#1 Vera democrazia per lo Zimbabwe

Marzo 2008

Dopo diversi appelli fatti dai membri nella regione a seguito delle elezioni del marzo 2008, Avaaz ha lanciato una campagna per ottenere reale democrazia e diritti umani in Zimbabwe. Oltre 150.000 membri di Avaaz hanno fatto pressione sul Presidente del Sud Africa Thabo Mbeki, un alleato chiave di Mugabe, affinchè facesse un passo in avanti e spingesse per una riforma democratica. Abbiamo fatto volare un banner di 900 metri quadri sul quartiere delle Nazioni Unite a New York con il messaggio: "Mbeki è tempo di agire: democrazia per lo Zimbabwe".

Nei successivi mesi di violenza e tumulti politici, Mugabe ha firmato un accordo di cessione di potere con il leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai. Le difficoltà dello Zimbabwe non sono certo finiti, ma Avaaz non abbandona la lotta per un reale cambiamento democratico.

2007

01

milione

di membri

Sostegno da tutto il mondo per la Birmania

#1 La rivolta in Birmania

Ottobre 2007

Quando i monaci e i dimostranti riempirono le strade birmane, i membri di Avaaz si levarono in loro supporto da tutto il mondo.

Oltre 800.000 membri da tutti i paesi del mondo firmarono una petizione per chiedere con urgenza alla Cina e al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di opporsi alla repressione violenta e di supportare il dialogo e la riconciliazione, un messaggio consegnato pubblicamente al Primo ministro britannico Gordon Brown e inviato attraverso canali diplomatici e pubblicità sui giornali ai rappresentanti cinesi.

Migliaia di membri di Avaaz in Europa hanno ottenuto sanzioni europee più stringenti nei confronti della giunta birmana, oltre 2000 membri di Singapore hanno mandato messaggi al proprio Ministro degli esteri chiedendogli urgentemente una posizione più dura verso i rappresentanti birmani, e 50.000 persone si sono impegnate a boicottare Chevron e Total, in affari con la giunta militare della Brimania. Quando la giunta ha proibito telecamere, telefonini e connessioni internet come misure repressive alle proteste, i membri di Avaaz hanno donato oltre 320.000 dollari per fornire supporto tecnico e formazione ai movimenti democratici. I fondi sono stati distribuiti velocemente e in maniera sicura nel paese dai partner di Avaaz all'Open Society Institute. Avaaz ha successivamente inviato alcuni suoi delegati al confine fra la Tailandia e la Birmania per incontrare i principali leader democratici e assicurarsi che il supporto inviato dai membri fosse usato con responsabilità ed efficacia.

87.000 manifestanti virtuali
Innovazione del movimento

#1 Iraq

Gennaio 2007

La prima campagna di sempre di Avaaz ha portato bandiere e striscioni enormi che rappresentavano 87.000 "manifestanti virtuali" contro l'intensificazione militare in Iraq a una protesta pacifica a Washington.

Avaaz ha inoltre acquistato una pagina intera sul quotidiano del Congresso di Washington contro l'intensificazione e, dopo aver consultato esperti internazionali e membri locali, ha sviluppato un "NUOVO" piano per mettere fine alla guerra:

  • Negoziati fra tutti i partiti,
  • con mediatori internazionali con poteri effettivi,
  • ritiro delle truppe americane sulla base di un calendario che rispettasse i desideri degli iracheni.
Appoggiato da 150.000 persone in tutto il mondo, il NUOVO piano è stato consegnato a responsabili chiave iracheni regionali e a leader internazionali nel maggio 2007.

Avaaz ha inoltre lavorato insieme a parlamentari sunniti, sciiti e curdi per costruire una campagna internazionale in favore del diritto degli iracheni di determinare il futuro delle proprie riserve di petrolio, anziché accettare imposizioni di governi stranieri e di multinazionali.

Molte campagne di Avaaz sono lanciate dai membri della nostra comunità. È facile iniziare : clicca per lanciare ora la tua petizione e vinci su questioni locali, nazionali o globali.

Fai partire la tua petizione