Turchia alla Libia: liberate Iman!

Al Primo ministro Erdoğan e al governo della Turchia:

Apprezzando il suo ruolo nella liberazione di altri ostaggi in Libia, ci appelliamo a lei per mettere in campo tutte le vie diplomatiche a disposizione per garantire la sicurezza e la liberazione di Iman al-Obeidi e incoraggiare un'indagine sulla violenza e gli abusi che ha subito.
 
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AGGIORNAMENTO: Iman non è più in custodia del governo, ma la sua sicurezza rimane in pericolo. La pressione dell'opinione pubblica le ha salvato la vita: ora facciamo sì che torni sana e salva dalla sua famiglia.

Lo scorso sabato una giovane donna avvocato di nome Iman al-Obeidi ha fatto irruzione in un hotel di Tripoli e ha pregato i giornalisti stranieri di aiutarla, mostrando le sue ferite e denunciando che era stata violentata da 15 uomini di Gheddafi. Ha continuato a urlare mentre alcuni agenti di Gheddafi la portavano via, e da allora nessuno l'ha più vista.

Le parole non possono rendere conto del coraggio che Iman ha dimostrato nel denunciare pubblicamente l'episodio, e possiamo solo immaginare il terrore che sta vivendo ora fra le mani degli infami teppisti di Gheddafi. La sua vita è in pericolo, ma noi possiamo aiutarla solo se ci mobilitiamo immediatamente.  

Gheddafi è indifferente all'indignazione della maggior parte della comunità internazionale, ma ha ascoltato il governo turco che gli aveva chiesto di liberare i giornalisti stranieri. Lanciamo urgentemente un grido globale al Primo ministro Erdoğan per aiutare Iman: firma sotto e inoltra questa petizione a tutti. La consegneremo al consolato turco di Bengasi, e attraverso gli annunci sui giornali in Turchia, non appena raggiungeremo le 500.000 firme.

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